MILLE MIGLIA 2020 –  Disabilità e motor sport: per una mobilità senza barriere

Mattia Cattapan ospite alla 38° edizione della 1000 Miglia al volante della guest car della Scuderia del
Portello.

 

La 38° edizione della famosa 100 Miglia ha visto come protagonisti 400 auto d’epoca delle più rinomate case automobilistiche, testimonianze della storia del design e dell’automobile.

Mattia Cattapan ha guidato l’auto storica di Clay Regazzoni, l’Alfa Romeo 1900 TI del 1954 N.500, che è stata restaurata e portata alle 1000 Miglia dalla Scuderia del Portello con il supporto di Waze. La 1000 Miglia quest’anno voleva sottolineare l’impegno per la sensibilizzazione nei confronti di un tema spesso dimenticato ovvero la mobilità senza barriere. Ha voluto divulgare un messaggio positivo a sostegno dell’equità sociale e dell’abbattimento delle barriere nella vita di tutti i giorni e in questo caso anche nello sport.

Assieme al fondatore di CROSSabili, a bordo dell’Alfa Romeo 1900 TI color amaranto che abbiamo visto ai nastri di partenza, c’era Dario Mancini che per questa speciale occasione ha vestito i panni di co-pilota.

La 1000 Miglia è partita da Brescia giovedì 22 ottobre e si è sviluppata in 4 tappe attraversando il Nord ed il Centro del Bel Paese, con il ritorno a Brescia il 25 ottobre.

Che macchina

In questa edizione delle 1000 Miglia 2020 Mattia Cattapan ha guidato un auto speciale con una storia particolare. La guest car Alfa Romeo 1900 TI del 1954 è stata guidata dal famoso Clay Regazzoni, ex pilota svizzero di F1. Nonostante l’incidente in cui fu coinvolto sul circuito di Long Beach nel 1980 che lo costrinse su una sedia a rotelle, Regazzoni continuò a correre. Chiese di poter guidare l’Alfa color amaranto della Scuderia del Portello che venne appositamente allestita per lui e partecipò alla Carrera Panamericana nel 2002 in Messico. Una presenza che ha aperto le porte dello sport automobilistico storico alle persone con disabilità.

Oggi, il messaggio lanciato 20 anni fa da Clay Regazzoni è stato accolto e portato avanti da Mattia Cattapan, usando la sua stessa auto. L’Alfa restaurata dalla Scuderia del Portello è approntata con il sistema di guida per disabili con: comandi al volante; freno a leva; frizione automatica. La vettura della Scuderia ha fatto da testimonial alle 1000 Miglia per sostenere una mobilità senza barriere nel mondo del motorsport e dell’heritage automobilistico, incentivando eventi che supportino le realtà dedicate al sostegno e alla ricerca nell’ambito della disabilità, che molto spesso è causata da incidenti su strada, implicando un riferimento particolare al tema della sicurezza stradale. A guidare la vettura della Scuderia è stato appunto Mattia Cattapan, che è il primo atleta disabile in Italia a gareggiare contro sportivi normodotati nel Campionato Italiano autocross categoria Kart Cross.

 

La straordinaria esperienza alla 1000 Miglia


La 1000 Miglia è stata un esperienza unica per il fondatore di CROSSabili, per lui sono stati 4 giornate fantastiche, anche se ha avuto un piccolo problema con l’auto, ma questo fa parte del gioco, e grazie ai formidabili meccanici tutto si è risolto ed ha potuto tornare a correre per le strade d’Italia concludendo la
gara più bella del mondo.

“Partecipare alla 38° edizione della famosa 1000 Miglia è stata un’emozione straordinaria. Ho avuto l’onore di guidare la guest car Alfa Romeo1 1900 TI del 1954 del mitico Clay Regazzoni, ex pilota di F1 e primo pilota disabile in grado di guidare una macchina da corsa. Con il numero 500, in questa edizione delle 1000 Miglia 2020, ho colto un’opportunità unica che è diventata soprattutto l’occasione per diffondere un messaggio a sostegno della mobilità senza barriere. Grazie a 1000 Miglia e Waze insieme a Scuderia del Portello, abbiamo dato voce alle persone più vulnerabili dimostrando che anche le persone con disabilità possono aprirsi al mondo del motor sport. Sono grato per questa esperienza perché mi ha permesso non
solo di aderire ma di conoscere anche persone straordinarie, appassionate, veri eroi d’altri tempi. La partecipazione alla 100 Miglia è stata dura sia per le condizioni climatiche sia per le tante ore di guida ma alla fine abbiamo portato a termine la missione e dato continuità al lascito di Clay Regazzoni.” Conclude Mattia Cattapan.